Islanda parte 2: " Sei un uomo libero "

Buongiorno mondo, buon giorno ISLANDA, ormai si viaggia spediti verso itinerari selvaggi fatti di sterrato, dune e strade deserte.

Dopo il classico giro delle cascate di cui vi ho mostrato le foto nel blog di ieri ( che potete trovare anche a questo link ) è il turno di portarvi in due tappe fondamentali per chi raggiunge questa nazione per un viaggio avventuroso e così vi parlo di Vik o meglio dire:

" Baia nella valle delle paludi ".

Raggiungo questa cittadina di notte e riposo come sempre in una Guesthouse fortuita abbandonata al buio nei pressi di un dirupo, aria fredda, silenzio, accoglienza nordica e finalmente doccia calda.

Al mattino seguente come il sole spunta dall'orizzonte scopro che la veduta nascosta dalla notte cade direttamente sul luogo di mio interesse per questa tappa: " Black Beach Reynisfjara ", probabilmente la spiaggia più nostalgica e triste del mondo per la sua caratteristica fondamentale, sabbia nera, cielo grigio e nebbia tetra. Perfetta. Stupenda.



Affascinato dalla location mi addentro in una passeggiata lungo la riva, tocco la schiuma delle onde che si appoggia alla battigia, lascio le mie impronte lungo il cammino per quanto possibile e mi lascio spingere in avanti dal vento che dal pungente soffio mi sussurra all'orecchio " Sei un uomo libero "



C-117 questo il nome in codice dell'aereo che nel novembre del 73 ed esattamente il 24 fù costretto a dirottare la sua classica rotta per un atterraggio di emergenza in piena spiaggia che risultava libera all'epoca (Oggi meta di curiosi come me ): I 5 uomini ebbero la fortuna di salvarsi ma la carcassa dell'aereo fu abbandonata al suo triste destino.



Arrivo sul luogo dell'atterraggio fortuito abbastanza presto dopo un sentiero di 4km da percorrere esclusivamente a piedi il che sottolinea " meriti la meta solo se rivivi la desolazione sentita dei militari sopravvissuti ".

Mi armo di pazienza, di acqua, borsa in spalla e passo dopo passo raggiungo la duna sulla quale finalmente affaccia lo scheletro del C-117.

La mia esclamazione? " Porca puttana e che bomba ".

La location e l'aereo mi rapiscono letteralmente e ansioso di fare un ottimo reportage non mi perdo in chiacchiere e inizio subito a fare fotografie.

Una carcassa affascinante per la sua longeva età ( aerei storici non si vedono tutti i giorni ) e per lo stato in cui è ridotta mi avvolge d'entusiasmo dentro e fuori, sembro un bambino in un parco giochi quindi quale modo migliore che fingermi un aviatore sopravvissuto?

Certo non sarà stata una bella esperienza per i 5 uomini dell'equipaggio, illesi e salvi fortunatamente, ma oggi questo posto regala ai viaggiatori quello scenario leggero e cinematografico che aiuta a sorridere e a divertirsi, il che è sempre importante.


Vi consiglio queste due bellissime tappe, quindi al più presto fate un biglietto per l'islanda.


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