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  • Pasquale De Maio

Route 66

Un viaggio lungo una vita.

Come ogni anno a novembre mi concedo un viaggio per staccare dal tempo, per staccare dalla routine, dal consumismo, dal superfluo, dal futile e dalla inespressività delle giornate, faccio un viaggio per staccare da tutto. Quest’anno mi sono immerso in un desiderio che coltivavo da anni. Ruote 66. 7500km di strada da Chicago a Los Angeles passando per Las Vegas, deviando per San Francisco . La strada maestra così chiamata negli USA mi ha messo le mani dentro al petto per un mese. Ogni km, ogni litro di benzina che si consumava alle mie spalle bruciava anno per anno il mio percorso.

Viaggiare da soli ti riempie di tante cose, ti spaventa, ti silenzia, ti regala ansia, panico ma anche forza, voglia di vita e riflessioni, alcune felici altre meno. 32 giorni col tuoi io più profondo ristabiliscono la priorità essenziale : “ contatto con te stesso “. Ogni qualvolta si parte si va alla ricerca di qualcosa, io partivo per ritrovare ciò che sono e sapete ? Ho visto un uomo che somiglia a me laggiù, un ragazzo euforico, allegro, orgoglioso e felice ma stanco dalle prove che la vita gli ha regalato. Nel faccia a faccia con questa persona son venute fuori lacrime, rabbia, oppressione e senso di vuoto ma poi creatività, gioia, arte, ispirazione e pace. Viaggiare unisce l’anima e il corpo laddove il tempo le ha sfaldate dalle certezze. Esistere conta molto di più che restare immobili. Ed io devo esistere. Porterò dentro per molti anni se non per sempre il sapore di una corsa fatta verso di me, verso la persona che miro ad essere. L’unico modo corretto di vivere è seguire la strada prefissata e non importano i posti che visiti, le persone che incontri o le deviazioni fatte lungo il percorso, ciò che conta veramente è che per strada tu abbia lasciato il meglio di te affinché chi t’è stato accanto possa sorridere e guardare il cielo con una lacrima agli occhi quando ti penserà.










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